IL GUAPPO

nella storia, nell'arte, nel costume

di Monica Florio

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nota di Ely Demarco

  

Chi è il Guappo? Si differenzia – e in che cosa - dal camorrista? Quali sono le vere origini di questo personaggio “mitico”, che passeggia su e giù attraverso  la storia del costume di Napoli  e da sempre fa parte  dell’immaginario dei napoletani e dei conoscitori della nostra città? 

A queste domande cerca di rispondere il saggio di Monica Florio, attraverso una approfondita opera di ricerca, tutt’ altro che  facile, perche’ le fonti sono numerose ma confuse,  spesso contraddittorie e frammentarie.

Ed è proprio le frammentarietà dei documenti a rendere prezioso il lavoro di Monica, che ha attinto  con pazienza e precisione – ma anche con creatività - a tutto il materiale disponibile:  la storia, certamente, ma soprattutto la letteratura, ricchissima – da Boccaccio  (ricordate la novella di Andreuccio da Perugia?) a Basile, da Ferdinando Russo a Salvatore Di Giacomo e Giuseppe Marotta  – di novelle, sonetti e biografie; l’ampia varietà di   aneddoti; la folta produzione teatrale – dalla sceneggiata alle commedie di Viviani per arrivare al grande Eduardo del “Sindaco del Rione Sanità”; il cinema – quello di denuncia di Rosi, Zampa, Squitieri, o il più popolare “western napoletano”; la canzone napoletana.

Testimonianze storiche, poesie, “macchiette” di  varie epoche vengono  analizzate facendo emergere la figura del guappo,  evidenziato nelle sue diverse e talvolta contraddittorie caratteristiche: popolano, a meta’ tra il giustiziere e il malavitoso, spesso erroneamente identificato con il camorrista.

L’obiettivo è quello di restituire al guappo la sua connotazione piu’ autentica: quella di un personaggio sostanzialmente indipendente da ogni organizzazione e insofferente alle regole – siano esse emanazione della Legge o  della Criminalità più o meno  organizzata; di “cane sciolto”  abituato a compiere atti di  violenza ma comunque con una sorta di  proprio codice d’onore, al quale spesso si ispira per proteggere un debole o una vittima di qualche ingiustizia…

L’opera prova a  ricostruire le origini di questa figura, ripercorrendone poi nel tempo le alterne vicende:  dalla sua prima apparizione verso la fine del 1400 durante la  dominazione aragonese  nel Mezzogiorno, alle disavventure sotto il regno borbonico, dalle strumentalizzazioni del periodo post-unitario ai  complessi rapporti con il regime fascista e alla “nuova guapparia” dei contrabbandieri,  fino ad arrivare - di recente - alla sua sostanziale scomparsa

Ne risulta una ricostruzione il piu’ possibile  completa,  variegata, ricca di citazioni, che vuole  fare un po’ di chiarezza intorno ad un personaggio - talvolta idealizzato, piu’ spesso banalizzato -  che ha comunque caratterizzato in modo indelebile la storia del costume di Napoli.

                                                                                                          Ely Demarco -

 

Napoliontheroad, settembre 2004

 

Monica Florio

Il Guappo

nella storia, nell'arte , nel costume

2004, Kairòs Edizioni

Collana di Saggistica Partenopea e Campana  "All'Ombra del Vulcano" 

euro 10,00