Città
di mare con abitanti è un
libro dalla duplice
fisionomia, dove comico e
tragico, farsa e dramma, pietà
e spietatezza si intrecciano
senza sosta, in una Napoli
ferita, in lacrime, appena
ricoperta dalla biacca del
travestimento. Come se l'arte
mimiica di Totò fosse stata
adottata da Swift, la
scrittura di Compagnone qui è
agilissima, beffarda, veloce.
Non ci sono indugi, nè
lentezze: un ritmo da comico,
da film di Charlot, trascina
il lettore in una giostra
continua sulle montagne russe
della sua arte. Ed è inutile
chiedere al guidatore dove ci
stia portando. Siamo dentro un
gioco che è verità, in un
mondo inventato ma più reale
di quello vero: siamo in un
mondo a parte, in un incubo
divertente, in una
sorprendente Città di mare
con abitanti.
In una sontuosa e fatiscente
villa vesuviana, la mattina del 4 aprile 1875 si consuma un efferato
delitto. Il barone "darwiniano" Carlo Coriolano di Santafusca,
travolto dai debiti e dalle ipoteche, uccide con estrema ferocia l'avaro
prete Cirillo, arricchitosi con la pratica dell'usura e il gioco del
lotto, per impadronirsi dei suoi soldi. L'incontrollato evolversi degli
avvenimenti, il procedimento investigatorio, la diabolica vitalità del
cappello del prete, lo scambio di parti tra il vecchio ed il nuovo
cappello, l'angoscia crescente del barone, forniscono gli elementi di un
noir moderno, in cui le casualità giocano spregiudicatamente contro le
attese della ragione. Al lettore, avvinto dal susseguirsi incalzante degli
avvenimenti, non resta che attendere con ansia e curiosità la
sconvolgente conclusione della storia.
A
cura di Ugo di Pace; con un saggio su Raffaele Del Pozzo, fotografo dei
Briganti
Editore
Avagliano - Euro 9,30
La sera del 13 ottobre
1865 Johann Jakob Lichtensteiger, disegnatore di tessuti presso la Wenner
& C. di Salerno, venne sequestrato insieme al figlio del titolare
dell'azienda e ad altri due connazionali da una banda di briganti che li
tenne prigionieri per tutto l'inverno sulle montagne a scopo di ricatto.
In quello stesso periodo un fotografo salernitano, Raffaele Del Pozzo,
operava al servizio delle forze dell'ordine, riprendendo le immagini dei
briganti catturati o uccisi. Le loro strade s'incrociarono il giorno del
rilascio, 10 febbraio 1866, quando fotografo e sequestrati si trovarono di
fronte per pochi attimi,
di qua e di là dell'obiettivo, collaborando alla realizzazione di uno dei
documenti più rari dell'iconografia brigantesca. Rientrato nella normalità,
il Lichtensteiger stese una vivace narrazione della vicenda, il cui testo,
pubblicato un anno dopo la sua morte, si propone qui per la prima volta in
traduzione italiana. Ugo Di Pace l'ha corredato di un ricco apparato di
note e ha ricostruito il repertorio delle immagini dei briganti, in gran
parte inedite, riprese nell'arco di un decennio dal Del Pozzo, studiandole
in un saggio nel quale esamina la diffusione e l'uso che di tali immagini
si faceva nella società dell'800, e recupera alla storia della fotografia
la personalità finora sconosciuta di un pioniere.
Edizione
integrale a cura di Patricia
Bianchi. Con uno scritto di Giuseppe
Montesano
Editore
Avagliano - Euro 9,90
In
questo libro la Serao aveva guardato
Napoli con tanta intensità da
rendere con chiarezza , come in un'
acquaforte goyesca, la
stracciona grandezza della città.
Qui l'inchiesta giornalistica,
effettuata dopo il colera del 1884,
diventa un'esplorazione
antropologica in terrae incognitae
ed un sorprendente romanzo sociale
che si addentra nelle viscere
labirintesche di una città e del
suo popolo. Con scelta moderna, la
Serao svela attraverso gli occhi
della memoria un mondo vicinissimo
nello spazio ma proveniente da
epoche storiche lontanissime. Il
testo, presentato da anni in
versioni rabberciate o addirittura
censurate, si offre per la prima
volta in edizione rigorosa,
accompagnata da uno scritto
introduttivo di Giuseppe Montesano.
Come a dire: il viaggio nel
"Corpo di Napoli" non è
finito.
:
Un
viaggio elettorale Edizione
critica a cura di Toni Iermano
Editore Avagliano 2003 - Euro
16,00
Una
carrozza percorre nel rigido Gennaio
del 1875, alla vigilia di un
difficile ballottaggio elettorale
nel collegio di Lacedonia, strade
impossibili e s'arrampica lungo
sentieri di fango alla ricerca di
paesi irraggiungibili, sepolti dalla
nebbia e infradiciati dalla pioggia.
Il candidato al Parlamento Francesco
De Sanctis, già ministro della
pubblica istruzione nei governi
Cavour e Ricasoli, è il viaggiatore
disincantato che percorre le antiche
contrade della sua Irpinia,
confrontandosi senza timori con
l'asprezza di un contesto dominato
da incredibili "dietroscena"
e ambiguità, e toccando con mano le
contraddizioni di un Mezzogiorno
quasi contemporaneo.
Ristampa ampiamente rinnovata
dell'edizione pubblicata da Longanesi nel 1978 con il titolo "Napoli
1940 - 1945"
Editore Avagliano - Euro 13,45
Tra il 1940 e il 1945 parole
come "coprifuoco", "maschere antigas",
"fame", "tesseramento", ma anche - in seguito
all'arrivo degli alleati a Napoli dopo la sbarco di Salerno - parole come
"am-lire", "sciuscià", "segnurine",
"mercato nero", diventano per i napoletani pane quotidiano. E'
la guerra che s'attacca alla pelle e che scivola col suo "odore"
virulento nell'intimità della casa. Con l'ausilio di un ricco repertorio
fotografico, gli Autori ci offrono un ritratto a tutto tondo di sei
interminabili anni, che iniziano col suono lacerante delle sirene e la
fuga nei ricoveri, per terminare col difficile ritorno dei reduci in città
e le prime, affannose clausole della pace riconquistata